Eventi di settembre e ottobre

domenica 14 ottobre alle ore 17,30
alla libreria Pangea
Alessandro Marzo Magno presenta il suo libro

"L'alba dei libri "
Garzanti
parteciperà Bruna Mozzi
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Dov'è stato pubblicato il primo Corano in arabo?
Il primo Talmud?
Il primo libro in armeno, in greco o in cirillico bosniaco?
Dove sono stati venduti il primo tascabile e i primi bestseller? La risposta è sempre e soltanto una:a Venezia. Nella grande metropoli europea ? perché all'epoca solo Parigi, Venezia e Napoli superavano i 150.000 abitanti - hanno visto la luce anche il primo libro di musica stampato con caratteri mobili, il primo trattato di architettura illustrato, il primo libro di giochi con ipertesto a icone, il primo libro pornografico, i primi trattati di cucina, medicina, arte militare, cosmetica e i trattati geografici che hanno permesso al mondo di conoscere le scoperte di spagnoli e portoghesi al di là dell'Atlantico. Venezia era una multinazionale del libro, con le più grandi tipografie del mondo, in grado di stampare in qualsiasi lingua la metà dei libri pubblicati nell'intera Europa. Committenti stranieri ordinavano volumi in inglese, tedesco, céco, serbo. Appena pubblicati, venivano diffusi in tutto il mondo.
Aldo Manuzio è il genio che inventa la figura dell'editore moderno. Prima di lui gli stampatori erano solo artigiani attenti al guadagno immediato, che riempivano i testi di errori.
Manuzio si lancia in progetti a lungo termine e li cura con grande attenzione: pubblica tutti i maggiori classici in greco e in latino, ma usa l'italiano per stampare i libri a maggiore diffusione. Inventa un nuovo carattere a stampa, il corsivo. Importa dal greco al volgare la punteggiatura che utilizziamo ancora oggi: la virgola uncinata, il punto e virgola, gli apostrofi e gli accenti. Dalla sua tipografia escono il capolavoro assoluto della storia dell'editoria, il Polìfilo di Francesco Colonna (1499), ma anche il bestseller del Cinquecento, il Cortegiano di Baldassar Castiglione, il libro-culto della nobiltà europea.
Il libro racconta la straordinaria avventura imprenditoriale e culturale della prima industria moderna. Perché nei primi magici decenni del Cinquecento a Venezia si inventa quasi tutto ciò che noi conosciamo del libro e dell'editoria. La Serenissima resterà la capitale dei libri finché la Chiesa, che considerava la libertà di stampa un pericolo, non riuscirà a imporre la censura dell'inquisizione. Pietro Aretino, prima star dell'industria culturale e prototipo degli intellettuali italiani, da idolo delle folle diventerà un reietto. E la libertà di stampa cercherà nuovi rifugi nell'Europa del Nord.

Alessandro Marzo Magno è nato a Venezia un giorno di settembre del 1962.
Laureato in storia, emigrato nel 1990, ha gironzolato prima a Vicenza, poi a Trieste, con puntate a Gorizia e Vienna, quindi a Milano, dove vive tuttora.
Giornalista, è stato più volte nei Balcani durante il conflitto che ha dilaniato l'ex Jugoslavia dal 1991 al 2001. Ha lavorato in vari quotidiani, quindi è stato per dieci anni il responsabile degli esteri del settimanale "Diario". Ora scrive libri, ne ha pubblicati dieci, e l'ultimo "L'alba dei libri. Quando Venezia ha fatto leggere il mondo", si è rivelato un successo oltre ogni aspettativa.
A Trieste ha conosciuto Mirjam che è diventata sua moglie e hanno aumentato la popolazione terrestre prima di una unità (Marco, gennaio 1998), poi di una ulteriore (Peter, 2000).
Lì si sono fermati. Apprezza il buon vino, la buona tavola, le buone letture. Gli altri apprezzano la sua cucina, soprattutto il risotto.

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